900 euro per questa moneta da 10 centesimi, ecco quale devi cercare

Possedere monete antiche rappresenta oggi un grandissimo investimento, perché la fonte di guadagno racchiusa nel grande potenziale di una moneta antica è impensabile, a volte nemmeno così scontata. Come nel caso della moneta da 10 centesimi, risalente al 1894. Si tratta di un pezzo raro, ne esistono davvero pochi pezzi al mondo.

E alla base della sua rarità vi è anche il fatto che si tratta di una moneta risalente a un secolo e mezzo fa, cosa che la rende agli occhi degli appassionati di numismatica davvero un esemplare da collezione di grande valore. Per questo motivo, potrebbe essere importante considerare tutta una serie di fattori utili per valutarla correttamente.

10 centesimi del 1894: ecco alcuni particolari

Oggi queste monete in particolare rappresentano un pezzo di storia della numismatica italiana, perché risultano intanto relative alla fine del XIX, ma è una moneta che già da tempo veniva coniata, cambiando solo l’effigie del monarca che governava. In questa particolare monete, ci troviamo durante il regno di Umberto I, re del Regno d’Italia tra il 1878 e il 1900, e si tratta di una serie di monete note come centesimi del Regno d’Italia.

Sul dritto è presente il ritratto di Umberto I, rivolto a destra, con la scritta Umberto I, re d’Italia lungo tutto il bordo; mentre sul rovescio, viene indicato il valore nominale di 10 centesimi al centro, circondato da una corona di alloro e di quercia, con indicata nella parte sottostante la data e anche il segno della zecca dove è stata prodotta.

Quanto vale una moneta di questo tipo?

La rarità e il valore della moneta da 10 centesimi del 1894 sono indicati da numerosi fattori, che indicano come questa può davvero avere valori di grande entità. In alcuni casi specifici, addirittura, in questo caso si possono sfiorare i 1.000 euro, se la moneta presenta una condizione perfetta e non sembrare avere segni di logoramento o di usura. Insomma, in FdC siamo in presenza di una moneta di grande prestigio. Infine, ecco tutti i dettagli che si devono tenere in conto quando si parla di questa particolare moneta:

  • segno della zecca, dove si può determinare anche il numero di monete coniate in quell’anno
  • errori di conio, relativi ai difetti nel corso della stampa del conio
  • stato di conservazione, se presenta segnali di usura oppure è il FdC

Un dettaglio che in questo particolare caso non va trascurato è che l’anno di conio 1894 indica un anno spartiacque tra il sistema monetario pre-unitario e quello post-unitario. Pertanto, si verificò un vero e proprio cambiamento che valse in maniera indistinta per tutti i luoghi relativi al neonato Regno d’Italia, che risentiva adesso di una coesione più forte, sancita dalla moneta unica.

Oggi, quindi, possedere una moneta di questa tipologia, riportante come date di conio il 1894, significa avere una moneta di grande valore, in grado di dirci tanto sulla monetazione di un tempo lontano, durante il quale però si è costruita, pezzo dopo pezzo, l’intera storia della nostra Italia, anche e soprattutto attraverso le monete, oggi da collezione.

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